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MUNICIPALE BALCANICA

ROAD TO DAMASCUS

Barcode: 8021750814022 / Cat: FY8140 / 1 CD / Label: FELMAY

Da Terlizzi, in provincia di Bari, la MUNICIPALE BALCANICA torna a offrirsi con entusiasmo contagioso sulla scena discografica, con un album intitolato Road To Damascus. Il gruppo pugliese prosegue il cammino avviato con il primo Fòua, una sintesi feconda e ispirata di sonorità provenienti dall’Europa dell’Est e di sapori mediterranei nostrani, aggiungendo per l’occasione un’inedita apertura mediorientale. Gli innumerevoli spettacoli dal vivo (molti anche all’estero) a cui hanno partecipato negli ultimi anni, non potevano che rendere ancora più robusto e tagliente il loro suono, consentendo alla MUNICIPALE BALCANICA di esprimersi con sempre maggiore originalità pur all’interno di coordinate musicali ben definite. In Road To Damascus infatti la precisione strumentale fornisce un vigore inusitato ai brani provenienti dalla tradizione (Kolomeika, Artigiana di luma, Usti usti baba), arrangiati sempre con un occhio attento al jazz e all’improvvisazione. I saxes di Armando Giusti e Raffaele Piccolomini, la tromba di Paolo Scagliola, il clarinetto di Michele de Lucia sanno però mantenere la giusta ispirazione popolare e bandistica, che rimane la vera forza della band, completata da Raffaele Tedeschi (chitarre), Giorgio Rutigliano (basso), Luigi Sgaramella (batteria) e Nicolò Marziale (percussioni). Raffaele Piccolomini firma buona parte dei brani in programma, compresi i testi di Orso ballerino e L’aria migliore, che ampliano le prospettive della formazione pugliese in ambito quasi cantautorale. E a questo proposito non si può non citare la ripresa di Contessa, arcaico brano similpunk scritto e presentato da Enrico Ruggeri a Sanremo nel 1980 insieme ai Decibel. Situazioni e ambientazioni differenti e diversificate rendono dunque particolarmente interessante Road To Damascus, fondato su robuste linee ritmiche e scoppiettante nelle invenzioni dei fiati. Mandolino (Alessandro Paparella), fisarmonica (Giuseppe Volpe) e violino (Francesco Moneti) sono ospiti più che graditi, ulteriori aggiunte alla tavolozza dei timbri. E, come bonus, non manca neppure il tocco modernista rappresentato dai remix di Hava nagila e Caravan, brani di riferimento presenti nel disco d’esordio.

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