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STALTERI ARTURO

CHILD OF THE MOON - DIECI NOTTURNI E UN'ALBA

Barcode: 8021750702626 / Cat: FY7026 / 1 CD / Label: FELMAY

Il pianista e compositore ARTURO STALTERI sceglie per la prima volta l’etichetta Dunya - Felmay e si propone in un nuovo lavoro discografico per piano solo.

Studi classici (anche con Aldo Ciccolini) e ampie esperienze concertistiche alle spalle, STALTERI non ha mai disdegnato di perlustrare anche la musica extracolta sin da quando negli anni Settanta si esibiva con i Pierrot Lunaire, gruppo storico del progressive italiano. Lunga è la lista delle sue collaborazioni che nel tempo l’hanno visto prodursi sia con artisti stranieri (Alvin Curran, Roger Eno, Harold Budd, David Sylvian) sia con musicisti italiani, anche di area cantautorale (Grazia Di Michele, Rino Gaetano), ai quali ha sempre regalato tocchi di classe eccelsa.

In Child Of The Moon STALTERI mette in campo dieci composizioni ispirate dalla luna e una dal sole. Il pianismo di STALTERI è altamente evocativo, straniante e, appunto, “lunare”, ma sa anche discostarsi da analoghe esperienze postminimali in virtù di una maggiore robustezza e articolazione nella struttura dei brani. Il suo suono è dunque accattivante e nello stesso tempo corposo, mai privo di scarti, di sperimentazioni, di “rischio” insomma. I richiami classicisti si dirigono verso Debussy oppure guardano alle esperienze di Satie, ma si tratta di semplici sfumature, a indicare più che altro una simpatia di gusto, una metabolizzazione di elementi di storia della musica che riaffiorano a livello quasi inconscio; e non troppo dissimile è il discorso da fare a proposito della sua fascinazione per il minimalismo storico.

Nei “notturni” di STALTERI alberga una dimensione riflessiva e contemporaneamente giocosa, la luna è sempre piena e rischiara con generosità i luoghi su cui risplende. In STALTERI la ricerca del suono aperto e comunicativo non significa rinunciare alla profondità dell’emozione, allo scandaglio delle pieghe più riposte dei sentimenti. La superficialità, dunque, non si addice a “Child Of The Moon” e il disco si propone pertanto quale importante capitolo nella carriera di un artista che riesce nell’occasione a trovare un originale punto di equilibrio tra percorsi musicali di differente provenienza.


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