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BALESTRIERI, GERARDO

UN TURCO NAPOLETANO A VENEZIA

Barcode: 8015948302019 / Cat: INT02-09 / 1 CD / Label: INTERBEAT

L’idea di questo disco mi è acquaticamente balenata in mente un giorno quando in barca da San Marco guardando il bacino mi sono comparsi il Vesuvio e il Bosforo tra l'isola di San Giorgio e la Giudecca. Napoli, Venezia e Istanbul: armoniose, sincretiche, città…da far incontrare attraverso la musica. Ho scelto la forma canzone, quella napoletana che meglio conosco e che desideravo incidere da tempo per tentare il sogno: una nuova virtuosa battaglia di Lepanto o una pacifica invasione di Otranto. Napoli città storicamente aperta alle contaminazioni che s’imbatte nella Istanbul imperiale attraverso Venezia porta tra Oriente ed Occidente questa volta non in guerra…ma in musica Son partito da una canzone precisa che ha poi trascinato le altre in un vario repertorio: trattasi di "Scetate" la più "turca" di tutte Per “turco” non è da intendersi esclusivamente la Turchia/Istanbul come area d’incontro. L’aggettivo e la scontata citazione intendono in realtà un’area molto più ampia che va dal Maghreb alla Persia. Dalla struttura armonica, alle melodie, ai passaggi obbligati, all'uso di una scala musicale comune, ai ritmi, la canzone napoletana ha da sempre in sé qualcosa di profondamente “turco” Mi è sembrato naturale pensare ad un repertorio eseguito con strumenti mediorientali… …come se fosse suonato così da sempre Di Napoli ho scelto la canzone, dai “turchi”è arrivata la dolcezza e l’improvviso impeto, l’ospitale Venezia ha offerto le fondamenta per sostenere tutto questo Partendo dall' arte dell' incontro siamo arrivati dopo alcuni giorni di residenza in teatro all'incisione e allo spettacolo Una visione intorno alla canzone napoletana visitata con musicisti e strumenti provenienti dall’Azerbaijan, dall’Armenia, dall’Iran, dalla Tunisia, da Venezia, da Napoli, dalla Grecia, da Istanbul… con la voce di Paola Fernandez dell’Erba cantante argentina di origini lucane. Ho cercato di dare un ‘impronta diversa anche alla voce e alla lingua Il napoletano con la cadenza spagnola mi è sembrato il suono più adatto per questo progetto il cerchio che chiude e che apre secoli di mescolanze, le mie roche devozioni un tentativo di rendere la canzone napoletana più “blues” e meno melodica, più “greca” e meno “barocca”. Il repertorio nel suo preciso volare navigando tende a cancellare le differenze tra musica colta, popolare,sceneggiata, macchietta ecc.e a distinguere più le tematiche. Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Roberto De Simone,Renato Carosone e tanti altri autori su un comune tappeto volante lungo ed oltre il Mediterraneo E’ un invito all’ascolto, alla poesia, al rendersi conto attraverso la musica che il confine, la separazione Oriente Occidente talvolta è solo inganno e che come scriveva qualcuno “né un Dio, né un’idea potranno mai salvarci ma solo una relazione vitale” Gerardo Balestreri

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