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ZEGNA, RICCARDO

MONK-A-NING

Barcode: 8015948501221 / Cat: INC122 / 1 CD / Label: INCIPIT

Non si scappa, se sei un musicista di jazz prima o poi dovrai fare i conti con la musica di Thelonious Monk, qualunque siano i tuoi riferimenti stilistici e addirittura i tuoi gusti o le tue idiosincrasie. Il problema è che il corpo della musica del grande pianista e compositore è più molto più vasto e ingombrante della semplice lista di titoli dei suoi pezzi, la musica di Monk contiene molte altre altre cose oltre che se stessa e il suo autore, non è una questione inerente all’improvvisazione, parlo proprio delle note: basta suonarle come sono scritte, una per una, per rendersi conto di come Monk, misteriosamente chiuso nel suo silenzio, sapesse di noi molte più cose di quelle che noi stessi siamo disposti ad ammettere. La musica che ci ha lasciato è uno specchio che può sembrare poco fedele se non addirittura deformante quando è osservato da una certa distanza mentre si rivela essere straordinariamente preciso, se troviamo il coraggio di avvicinarci quanto basta. Ecco messa a nudo la tua storia, la tua poetica musicale. Monk scava, lo sapeva insospettabilmente György Ligeti, lo ha lasciato scritto Bill Evans. E già la faccenda non sarebbe delle più agevoli se, poniamo, suoni la tromba o il contrabbasso, se poi sei un pianista, come è il caso di Riccardo Zegna, l’incontro con la musica di Monk determina inevitabilmente anche la presa di coscienza, e senza possibilità di vie di fuga, del rapporto che hai saputo costruire tra te stesso e i tasti bianchi e neri, con il suono, con le asprezze della tecnica di uno strumento che per definizione è nemico dell’approssimazione. Il pianoforte, per poterne fare qualcosa, devi suonarlo bene, troppa è la musica passata dalle sue parti nel corso dei secoli passati, è un congegno pieno di meccanismi delicati, di corde, di storia, oltrettutto il pianista è solitamente costretto a suonare uno strumento diverso da quello sul quale passa le proprie ore di studio e di riflessione, un pianista porta con se il proprio pianoforte interiore e deve adattarlo sera dopo sera a quello, magari simile ma certamente sconosciuto, che lo aspetta sul palcoscenico. Bisogna essere attrezzati, insomma, avere idee e personalità oltre che tecnica strumentale. La musica di Monk ha accompagnato Riccardo Zegna per molti anni, insieme a quella di Ellington, di Bill Evans, accostata allo stride di Fats Waller, messa sul leggìo accanto alla seconda sonata di Boulez e ai songs di Charles Ives; echi di tutto questo risuonano con felicità tra le tracce di questo disco. Con il coraggio, l’amore e la spregiudicatezza che occorrono per affrontare warhorses quali Eronel e Bye Ya, o brani di raro ascolto come Children’s song, Riccardo ci ha consegnato un disco semplicemente necessario. (P. Leveratto)




  • Tracklist
    • 1. Children’s Song
    • 2. Bright Mississippi
    • 3. Eronel
    • 4. 52nd Street Theme
    • 5. Light Blue
    • 6. Bye-ya
    • 7. Reflections
    • 8. Straight, no chaser
    • 9. Monk’s Mood
    • 10. Alternate Mood
    • 11. Ba-lue Bolivar Ba-lues-are
    • 12. Misterioso
    • 13. Skippy
    • 14. Let’s cool one



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