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TONOLO / BOLTRO / BEX / CHAMBERS

THE TRANSLATORS

Barcode: 8015948302033 / Cat: MPR021CD / 1 CD / Label: PARCO DELLA MUSICA

La Parco della Musica Records continua a proporre i progetti originali dei più validi musicisti internazionali. Questa volta presenta un quartetto di fuoriclasse (Pietro Tonolo al sax, Flavio Boltro alla tromba, Emmanuel Bex all’organo hammond e Joe Chambers alla batteria) riunitosi insieme nella sala di registrazione dell’Auditorium Parco della Musica per dare vita a una session unica di musica improvvisata e interpretazioni di brani originali e standard. Un quartetto italo – franco – americano che unisce diversi sound e background musicali per dare vita a The Transaltors, un disco propulsivo e potente che farà molto parlare di sé. Lingue, ma anche significati, modi di dire. Parole, ma anche gesti, rituali. Musica, ma anche frammenti melodici, poliritmi ancestrali. Tutto quanto ti passa per la testa, è un meme, una minuscola unità culturale che si replica da una mente all’altra, con la rapidità, la precisione e la determinazione di un gene. Come i geni (secondo lo scienziato-filosofo Richard Dawkins), anche i memi possono sopravvivere o estinguersi, replicarsi e mutare. È un altro modo di guardare, come nel microscopio, alla monumentale cultura della civiltà umana. The Translators è uscito dalla testa e dal corpo di quattro musicisti che parlano tre lingue diverse. Ma che in questo disco non traducono soltanto gli idiomi, i modi di dire e di fare, di Italia, Francia e Stati Uniti. Tradurre” e “traduir” vengono dal latino traducere, portare oltre. “Translate” deriva da translatare, che implica la consegna fisica di qualcosa. Joe, Pietro, Flavio ed Emmanuel – i quattro Translators – si occupano di trasportare, intrecciare e far evolvere i memi che hanno accumulato dalla nascita. Questo disco, è la traduzione, la consegna fisica della loro arte. Chi improvvisa si avvale di una quantità di memi ben maggiore, rispetto a chi esegue soltanto. Il processo di creazione che viaggia in tempo reale e reinventa i suoni già vissuti, è nel cromosoma della musica afroamericana, che non a caso si è evoluta nella forma artistica più cosmopolita che c’è. Dal ta-dum della batteria che apre Dark Matter, fino alla cadenza finale di Wasabi Blues, The Translators macinano idee, pensieri e ricordi, traducendoli in questa seduta di registrazione che è viva come uno spettacolo. Marco Magrini




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