BERNARDI GASPARE

STRANGER AT HOME


Il tempo trascorso dall'ultimo lavoro uscito nel 2012 può sembrar molto o non poi così tanto, di certo sufficiente però a vedere come un punto di stabilità raggiunto al termine di un lungo percorso partito in solitudine e autonomia molti anni addietro via, via cresciuto e arricchitosi poi fin a trovare appunto un suo aapice ed una struttura su cui si è investito tutto, anima e non solo, dove finalmente operare al meglio senza più dispersioni,possa dissolversi in breve amaramente,ritrovandosi come un senza tetto,un profugo che prova a raccogliere il salvabile e ,coi propri fagotti,andarsene per cominciar di nuovo tutto come un tempo, col disagio di chi non sa più bene dove posare il capo,sentendosi come stranero anche a casa propria. Ecco come “Stranger at home” sia dunque l’emblematico titolo del 4^album e 2^ strumentale di Gaspare Bernardi, artista ed autore prima ancora che strumentista. Si fa conoscere infatti tra fine anni Ottanta e primi anni Novanta principalmente come cantautore e autore di testi poetici, attività che verrà stigmatizzata poi dai primi due album di canzoni e da un volume di prose poetiche positivamente recensiti dall’ intero panorama della stampa specializzata di allora. Benchè figura un po’ defilata dai centri pulsanti, tuttavia i suoi lavori come diversi live, sono punteggiati dalla straordinaria presenza, costante ed amichevole, di artisti e musicisti tra i più noti nei diversi ambiti. Le sue origini di strumentista lo vedono poi pubblicare nel 2012 un primo album strumentale (“Cor’n Connexion”) con il suo corno francese, anche in questa occasione affiancato dalla contemporanea uscita di un nuovo volume letterario (“Interludia”). “Stranger at home” segna, dunque, il secondo tempo di un’ ideale trilogia dedicata a questo evocativo strumento dove colori classicheggianti,echi progressive, jazzistici e pop, con moderato ausilio di elettronica, esprimono l’originale e sognante mondo poetico e musicale dell’ autore che molto deve alle varie esperienze effettuate in diversi ambiti artistici da un lato, ed al legame,alla suggestione, evocati dai luoghi montani delle sue origini dall’altro, caratteri che negli anni hanno affascinato e coinvolto artisti di diversi campi. Benchè esclusivamente strumentale, anche questo lavoro, come il precedente, racchiude una song che dà il titolo all’ album, cantata assieme all’ amica Sarita che, con semplici liriche segna ancora una volta un passaggio cruciale del suo percorso, ma più in generale della sua esistenza. Da un lato radici e legami profondissimi, dall’altro solchi e fratture poco conciliabili che, racchiusi nel titolo, trovano anche nei diversi brani spazi, profondità ed orizzonti come veduti appunto da chi è seduto su alture lontane. Sicuramente in continuità con il precedente, i motivi melodici in questo lavoro però si rendono più evidenti e riconoscibili, come il tessuto armonico sottostante, ma dove frammenti, brevi inserti, echi, dettagli che compongono sottili giochi d’ incastri tra le melodie principali sono ancora presenti con intenzionale rilievo. Le dieci tracce si rifanno in parte a brani sperimentati nelle ultime sedute col gruppo ora sciolto e per metà a nuove originali composizioni come a segnare appunto il termine di un’esperienza e l’inizio di una nuova fase. Oltre al corno naturale, digital e sordinato e alle composizioni, Gaspare è come sempre esecutore di tutte le parti alle tastiere e piano, affiancato da giovani promettenti musicisti e vecchi compagni di viaggio. Anche in questo ultimo album ospiti davvero illustri e pertinenti come Markus Stockhausen in Horizones (track 4) e l'amico di sempre Achille Succi (traks 3-9).

1 Driving on My Mountains 2 Thinking of You 3 Prelude (feat. Achille Succi) 4 Horizons (feat. Markus Stockhausen) 5 Stranger at Home 6 Our Days 7 Compostela Walking 8 Suspance Nights (feat. Giò Cozza) 9 Bye Mommy Bye 10 Stranger at Home (feat. Achille Succi, Sarita)



 
       
 
 
         
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