ANITA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
COTTIFOGLI LUISA

ANITA


Anita segna il ritorno discografico da solista di Luisa Cottifogli, come sempre travolgente e prodiga di sorprese, un cd di inediti e con alcune cover d’autore (Sting, Lenine, Pixinguinha) dedicato ad una personale levitazione liberatoria, come artista e come donna; un cuore femminile che palpita dolcezza, immagini, storie e ricordi che mettono a nudo un’anima artistica capace di una poetica sottile e penetrante. Ancora una volta la voce dalle timbriche straordinarie di Luisa Cottifogli ha perfezionato un progetto molto interessante e di grande carica emotiva in cui si rispecchia completamente la sua condizione esistenziale di artista, scrivendo dieci nuove speciali canzoni in cui, tuttavia, la scelta fondamentale non è quella di far apparire la tecnica vocale o la padronanza funambolica della voce, ma l’insieme coerente di ciascun brano. C’è l’utilizzo libero e strumentale della voce, sottolinea Cottifogli, perché si tratta di una mia caratteristica inalienabile, ma il tutto è al servizio dei contenuti. E per quanto riguarda gli incastri e le partiture, queste nascono anche grazie ai sapienti arrangiamenti di Gabriele Bombardini, ma non solo. Avviene una sorta di miracolo ogni volta che lavori in sala di registrazione con musicisti bravi e motivati. Anita, che conferma il carisma espressivo di Luisa Cottifogli e anima “piccoli terremoti” nella musica d’autore al femminile, nasce dallo spettacolo teatrale Anita dei due mondi prodotto da Ravenna Festival nel 2008 con la scrittura scenica di Federica Iacobelli e la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Sulla scena, attraverso parole e musica, Luisa Cottifogli rivestiva il ruolo di Anita Garibaldi, vista attraverso momenti e temi fondamentali della sua vita. Il cd invece è un lavoro esclusivamente musicale e più dichiaratamente autobiografico che raccoglie alcuni brani dello spettacolo teatrale, con l’aggiunta di altri due che la cantante-autrice aveva nel cassetto.
La peculiarità del disco è un lavoro stilisticamente polivalente con il continuo interscambio fra la voce avvolgente della Cottifogli e il tocco, di volta in volta, virtuoso e creativo di musicisti del calibro di Gabriele Bombardini (chitarre), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Enrico Guerzoni (violoncello), Chicco Capiozzo (batteria), Red Roberto Rossi (percussioni), Gianni Pirollo (clarinetto), Luciano Titi (fisarmonica), Paolo Ghetti (contrabbasso), Marco Zanardi (clarinetto basso), Claudio Bondi (basso tuba) e Franco Naddei (ripresa dei suoni, missaggio). Un disco che intreccia brani composti da Luisa Cottifogli con un suggestivo repertorio sudamericano: Fragilidad di Sting, Rosa di Pixinguinha, Eu sou meu guia di Lenine. Nell’insieme uno sconfinamento fra la canzone d’autore, la libertà improvvisativa del jazz, le radici della world music e la ricerca timbrica della musica colta contemporanea, tra le righe di un soffiare intenso e personale.










 
       
 
 
         
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