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LEGACY
 
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WILSON GERALD

LEGACY


Il grande compositore e direttore d’orchestra jazz in carica Gerald Wilson rende omaggio alla sua città d’adozione, Chicago, nel suo quinto lavoro Mack Avenue Records: “Legacy”. L’orchestra riunita per questo album vede la presenza di molti artisti jazz che hanno già collaborato con Wilson per i suoi precedenti lavori. La sezione ritmica è formata dal pianista Renee Rosnes, dal chitarrista Anthony Wilson, dal bassista Peter Washington e dal batterista Lewis Nash. A loro si affiancano i trombettisti Sean Jones, Jeremy Pelt, Tony Lujan e Mike Rodriguez e i trombonisti Dennis Wilson, Douglas Purviance, Luis Bonilla e Alan Ferber. Antonio Hart Dick Oatts, Kamasi Washington, Ron Blake, Jay Brandford e Gary Smulyan completano la sezione di fiati. Al figlio di Wilson, Anthony, e al nipote Eric Otis, è stata affidata una composizione/orchestrazione a testa, estendendo così l’eredità musicale (legacy appunto) di Gerald. "Ho avuto una carriera molto soddisfacente," spiega Wilson "Ho raggiunto tutti i miei obiettivi. Ho suonato e scritto per tutte le più grandi orchestre jazz (Lunceford, Ellington, Basie, Benny Carter), ho scritto per il cinema e la televisione, ho scritto per orchestra da concerto e ho diretto la mia band per molti decenni. Ma va oltre tutto ciò vedere che i membri della mia famiglia stanno portando avanti la musica a modo loro”. Fulcro dell’album è la suite “Yes, Chicago Is…”, commissionata dal Festival jazz di Chicago e composta una serie di schizzi musicali - quello che Wilson chiama una "ballata romantica" - che ritraggono l’omonima città. "Ho sempre amato Chicago", spiega Wilson. "E' una città così eccitante ed è una delle grandi città del jazz, un vera Mecca del Jazz. Ho cercato di catturare po' del sapore della Chicago che ho conosciuto: lo splendido Regal Theatre, le grandi squadre sportive e il club El Grotto, in cui ho suonato sei settimane con la mia band nel 1946". L’album si apre con un’altra serie di brani originali in cui spicca gli omaggi a due grandi compositori del passato, apparentemente lontani dall’universo musicale di Wilson: Igor Stravinsky e Giacomo Puccini. "Sono entrambi dedicati a Wynton Marsalis," racconta Wilson "cHo preso un piccolo estratto (solo un paio di battute) dal 'Nessun Dorma' dell’opera Turandot per scrivere le ‘Variations on a Theme by Giacomo Puccini’. Ho fatto lo stesso con Stravinskij. Scrivo pezzi brevi oggi quindi non ho bisogno di molto materiale come fonte d’ispirazione". Il brano “Variations on Clair De Lune” risponde invece ad un desiderio d’infanzia di Wilson. I suoi primi studi musicali furono infatti dedicati al pianoforte, e a lui è sempre piaciuto il pezzo e desiderava elaborarlo a suo modo.





 
       
 
 
         
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