SOLE LUNA
 
SURPRISE
 
 
 
 
 
LA FIAMMA E IL CRISTALLO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MINAFRA LIVIO

SURPRISE


STORIE MATTE NOTE MULATTE.

“Un pentagramma lunare che irradia suoni come fasci di luce. Note esperte di penombre e di solitudini. Una libertà dolorosa che cavalca il cavallo nero, la notte pazza, la musica randagia e viva e calda e disperata e struggente, un jazz mediterraneo che mescola stili e sentimenti. Eccolo lo spartito duro e dolcissimo di Livio Minafra”.
Nichi Vendola


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La musica di Livio Minafra è piena di energia e tenerezza. Minafra ama gli opposti. Momenti vulcanici si alternano a momenti dolcissimi dove il pianoforte è lo sfondo di tutto, Gaetano Partipilo col sua sax disegna astratte trame e Domenico Caliri con la sua chitarra ne risponde agilmente e pindaricamente. Infine Maurizio Lampugnani vera macchina ritmica che allo stesso tempo colora d’Africa il gruppo.
Il pianista pugliese Livio Minafra, dopo innumerevoli concerti in solitudine, ha recentemente costituito il suo quartetto, con Domenico Caliri alla chitarra elettrica, Gaetano Partipilo al sax alto e Maurizio Lampugnani alla batteria e alle percussioni. Anche nella dimensione di gruppo prevalgono nelle corde di Minafra temi gioiosi e giocosi, e nella sua musica di oggi si trovano forti riferimenti ad un certo progressive rock, in particolare a quello degli Area, come nei brani Sorpresa e Uzbek, dai ritmi balcanici e tempi dispari. Minafra fa anche uso della voce, del fischio, e di una tastiera, per aggiungere colori alla sua fantasiosa tavolozza, che mantiene costantemente una solarità di fondo grazie anche agli apporti degli altri componenti il quartetto, tutti molto ben inseriti nel discorso musicale. L’unico brano meditativo, Lacrime e stelle, è dedicato alla tragedia degli immigrati, alle loro disperate traversate notturne del Mediterraneo, con il lirico tema commentato dallo xilofono. Il punto di forza di questo quartetto è quello di avere già una precisa identità, un suo suono, che fa presagire buoni sviluppi.

Vincenzo Fugaldi










 
       
 
 
         
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