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Numero di catalogo: AFMCD 112

oggetto
Chore'

di Nistanimera

Bisanzio, Nistanimèra e… Il mondo greco-bizantino è alla radice della cultura tradizionale di due regioni come la Calabria e la Puglia. Ancora oggi, sulle due punte estreme meridionali dell’Italia continentale (Aspromonte e Salento), resistono due minoranze ellenofone. Il greco di Calabria ed il greco di Puglia sono lingue sorelle del neogreco e la loro origine risale addirittura alla prima colonizzazione ellenica: oltre duemila e ottocento anni di greco parlato senza soluzione di continuità. In epoca bizantina le due regioni erano pressoché interamente grecofone o, per lo meno, in una condizione stabile di bilinguismo e coesistenza con i dialetti romanzi. Ancora oggi, anche dove la lingua è oramai scomparsa, in queste due regioni sono innumerevoli le tracce nel dialetto, nella toponomastica, nei nomi e nei cognomi, nella vita religiosa popolare e nella mentalità che il mondo greco ha lasciato, segno di una vitalità culturale che va ben oltre i movimenti dei confini politici fra gli stati mediterranei. Dove sono i greci d’Italia? Nei secoli precedenti senz’altro i territori ellenofoni in Calabria erano molto più estesi. Oggi in Calabria rimangono solo i comuni di Bova, Gallicianò di Condofuri e Roghudi dove i più anziani ricordano e parlano (sporadicamente) la lingua. Un po’ migliore parrebbe la situazione pugliese dove il griko si conserva a Sternatìa, Cori-gliano, Calimera Martano, Zollino, Castrignano. Anche qui i confini attuali della Grecìa sono più ristretti rispetto a quelli di un tempo. Emigrazione, abbandono dei paesi interni, mutazioni socio-economiche hanno emarginato queste parlate antichissime. I testi delle canzoni contenute in questo disco sono sopratutto in greco (di Calabria o di Puglia). Abbiamo ritenuto però di differenziare il discorso fra l’Aspromonte e il Salento. Per quest’ultimo riproponiamo testi e musiche così per come le abbiamo ascoltate “sul campo” o da documenti sonori etnografici. Più complesso è il discorso per il repertorio calabrese. Forse piuttosto temerariamente, ci siamo posti l’utopistico obiettivo di far rivivere alcuni canti raccolti da folcloristi del XIX secolo di cui si è perduta per sempre la melodia. Rielaborando forme melodiche provenienti dalla Calabria greca, abbiamo fatto rivivere le canzoni della raccolte ottocentesche di Morosi e di Comparetti che, diversamente, sarebbero rimaste “mute. A questo si è unito il lavoro di composizione e di arrangiamento nei modi e nello stile della musica di tradizione orale aspromontana svolto dal gruppo.


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