Giunta al quinto capitolo, la label pugliese Auand, nata da un’intuizione di Marco Valente, continua a battere il percorso tracciato fin dal primo disco, una linea progettuale uniforme scandita da pubblicazioni confezionate con una grafica molto elegante. Il “matrimonio artistico” tra Paolo Angeli (chitarra sarda preparata) e Antonello Salis (piano, fisarmonica) non è recente, risale a qualche anno fa, un connubio benedetto da un magico interplay. Se il genio trasversale e imprendibile di Salis è ormai riconosciuto dai più, probabilmente soltanto gli addetti e pochi appassionati sono invece a conoscenza del talento di Angeli, capace di re-inventare il ruolo della sei corde in un contesto dominato dall’improvvisazione totale. La comune visione estetica che unisce i due musicisti può essere definita in modi solo in apparenza contraddittori, entrambi del resto affermano di creare musica sul momento: tale metodologia espressiva trova alloggio in una terra di nessuno dove improvvisazione radicale e “composizione istantanea” diventano praticamente facce di una stessa medaglia. “Ma.Ri” è il risultato di tre happening concertistici effettuati dai due artisti tra il febbraio e il dicembre 2002, quaranta minuti più che sufficienti a testare il loro stato di “salute creativa”, dove le definizioni diventano tutte obsolete e dove qualsiasi barriera atta a etichettare il loro linguaggio è destinata a essere immediatamente abbattuta. Musica libera nel senso più ampio del termine, musica nata sul momento che procede per vie sia orizzontali sia verticali, in cui riecheggiano infinite e imprevedibili sonorità, dal free jazz ai Beatles, dal folk della terra natia (la Sardegna) alle colonne sonore di Ennio Morricone.
Audio Review, Enzo Pavoni (apr.2004)