Atlante di musica tradizionale Vol. III
di AA.VV.
Spaziando attraverso gran parte delle aree geografiche italiane, l’antologia offre all’ascoltatore la possibilità di apprezzare la multiformità degli stili proposti nella nostra selezione, di trovare i punti di contatto e le divergenze tra i medesimi, nonché di giungere alla creazione di un percorso di fruizione personalizzato che potrà essere approfondito in seguito se si vorrà tenere conto delle indicazioni discografiche accluse al disco. La voce di ELENA LEDDA, antica e moderna insieme, risulterà così essere una perfetta introduzione ai suoni di Sardegna, mentre quella piena di passione di FRANCA MASU metterà in evidenza le particolari cadenze catalane della comunità di Alghero, un’isola nell’isola. Le regioni meridionali dell’Italia continentale sono rappresentate con grande attenzione: dalla migliore musica strumentale napoletana proposta da ANTONELLO PALIOTTI e dalla NAPOLI MANDOLINORCHESTRA al recupero del concertino di strada proposto da NANDO CITARELLA, dalla tammurriata “pagana” e dai canti religiosi offerti con sofferta partecipazione dal gruppo LA MORESCA alle tarantelle strumentali di MARIO SALVI, dalla verve pungente del sassofonista napoletano DANIELE SEPE (capace di dare un senso profondo al suo incomparabile mix di “alto” e “basso” in musica) agli esperimenti arditi di incontro fra elettronica e acustica che in terra salentina i MASCARIMIRÌ vanno da qualche tempo compiendo in compagnia del dj ALPHA BASS nello sforzo di dare vita a un repertorio dove il battito della “taranta” si unisca ai ritmi sintetici. Un’altra importante tradizione, in particolare del Sud d’Italia, è poi quella della banda. La raccolta ne presenta sia un esempio più popolare e legato all’espressione delle feste e delle ricorrenze paesane (la BANDA DI AVOLA) sia un esempio più ricercato e avanzato (la BANDA IONICA), che, con il suo tenere insieme le melodie folkloriche con le invenzioni di compositori e interpreti odierni gravitanti nei territori del pop, del rock e della contemporanea, ha rappresentato negli ultimi anni la novità di maggior interesse sulla scena musicale italiana. Risalendo lungo la penisola verso il centro-nord non si potrà fare a meno di apprezzare l’equilibrio con cui RICCARDO TESI e il suo gruppo BANDITALIANA sono riusciti a fondere l’eredità toscana con il jazz e come i genovesi GAMBETTA, padre e figlio, pur agendo in ambiti nettamente differenti, sono stati in grado, partendo dal loro retroterra “marinaresco”, a interagire con brillanti risultati con i suoni del mondo. Nel “profondo” nord troveremo invece i lombardi BARABAN, gli alessandrini TRE MARTELLI e gli occitani LOU DALFIN che, pur con sfumature molto diverse tra loro negli esiti finali, si caratterizzano per essere gruppi profondamente interagenti con la comunità di appartenenza e ottimi conoscitori, anche in senso filologico, dei brani che presentano su disco e in concerto. Infine, apparentabili a battitori liberi e meno legati a una singola realtà locale, c’è da ascoltare con attenzione l’esplosività rom e sinti degli ACQUARAGIA DROM e la quieta raffinatezza delle composizioni di ANTONIO PAOLO PIZZIMENTI.