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Antonio Placer: Il cantante galiziano incanta il pubblico di “Gorizia Jazz”

GORIZIA. Una magnifica sorpresa: il concerto dell’altra sera del trovatore e cantante etno con momenti jazz Antonio Placer, nel progetto Siria , è assolutamente incantevole, a nostro avviso il migliore della rassegna assieme a quello di John Scofield, completamente diverso. L’artista della Galizia, già giocatore di basket di serie A in Spagna e in Francia (poi ha rinunciato per tutelare le sue mani da chitarrista), ipnotizza infatti per quasi due ore il pubblico, del tutto coinvolto emotivamente, raccolto all’Auditorium di via Roma per il penultimo appuntamento di Gorizia Jazz 2006 , organizzata da Controtempo e dal Comune. La straordinaria performance del cantante (non suona la chitarra), in grado di emettere suoni quanto mai disparati un po’ sullo stile di Demetrio Stratos ma anche di un Bobby McFerrin latineggiante, conferma l’estrema cura delle proposte di Controtempo, cerchia di appassionati che sa ricercare la qualità abbattendo vetuste barriere fra generi e anche fra artisti non ancora famosissimi. È già accaduto in passato per una Maria Joao sconosciuta ai più e l’incanto si è ripete sabato sera: Placer ha qualcosa in comune con la Joao, cioè la capacità di proporre in canzoni stupende pezzi della sua anima. «Il mio corpo con tiene tante culture: la Galizia è stata prima celtica, poi dei fenici, dei romani, degli ebrei e degli arabi. Io le ascolto tutte e poi cerco di unificarle cantando: l’unica purezza è la contaminazione – dice Placer – e non esiste cultura se non c’è tolleranza verso gli altri». L’artista, timbro baritonale potentissimo, sa arrivare ad acuti in falsetto veramente toccanti, mai fine a se stessi ma con l’intenzione di evocare atmosfere a colori, un po’ sullo stile del primo Tim Buckley e di suo figlio Jeff. Però per due volte si è lancia in assoli vocali da vero funambolo, passando da un timbro all’altro con la massima naturalezza ed emettendo anche sonorità percussive che poi accompagna percuotendo il proprio corpo e, in un gioco di botta e risposta, fa cantare il pubblico in coro. Sostengono Placer, allampanato e vestito di scuro, prima il grandissimo pianista un po’ jarrettiano Jean-Marie Machado, francese di origini portoghese che ha all’attivo vari album per Label Bleu, valente poeta sia in fase di accompagnamento sia in un brano strumentale, e poi la chitarrista brasiliana Cristina Azuma, dal tocco raffinato. Placer è un mistico anomalo, che dice «la musica è farina di Dio e del diavolo e con essa faccio le mie canzoni... buon appetito»: in lui è presente anche una buona dose di ironia che rende le proposte ancora più gustose. Antonio è serio eppur mai serioso: commoventi, in quanto sanno toccare l’animo dell’ascoltatore con intensità, canzoni come Esa mujer sabe a verso , Xop de llum , Tu vienes de todas partes , Puzzle , Humana , Siria e uno stupendo fuori programma. Non tutti i pezzi compaiono nel cd Siria per Harmonia Mundi , e quelli proposti da questo album guadagnano, dal vivo, in forza poetica e in magnetismo. Placer è artista da atmosfere rarefatte, che talora canta senza microfono. Bellissimi anche i brani tratti dal precedente album, Pan de harapo banda , realizzato con Elena Ledda, Mauro Palmas e altri artisti di varie terre. L’artista gallego che ama immensamente la vita non sa cosa siano i confini: predilige le diversità, che sa mescolare con cuore e grande perizia vocale. Una serata da ricordare. Gorizia Jazz 2006 si conclude il 28 aprile con il concerto a ingresso libero, alle 20.45 al teatro Verdi, di Rosanna Casale in Billie Holiday in me . Lo offre a tutti il Comune di Gorizia, per festeggiare il 1006º compleanno della città.

Giuliano Almerigogna

Messaggero Veneto - 24 aprile 2006


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